Vai al contenuto
Giallo
Tutti i casi studio

Sito web · AI · Automazioni

KIN

KIN riunisce piccoli gruppi di viaggiatori attorno a itinerari scelti con cura. In vista del primo tour su invito abbiamo costruito un sito bilingue con immagini generate dall'AI, richieste d'invito già divise per viaggio, brochure create dai dati e un flusso automatizzato che segue ogni prenotazione.

Visiona il progetto

kinprivate.com

kinprivate.com
Pagina del Tour Tufo 1st Edition sul sito KIN: ospiti a un aperitivo in una tenuta del Monferrato con due supercar sullo sfondo e un riquadro in vetro con data, durata, auto, ospiti ed equipaggi del tour

Il contesto

KIN è un club di viaggio riservato. Mette insieme piccoli gruppi di persone, imprenditori, professionisti e appassionati di auto, e li porta in luoghi che di solito non si vivono nello stesso viaggio: dimore storiche, cantine, tavole riservate, strade da guidare. L'idea dei fondatori è che l'itinerario sia il pretesto e le persone il motivo: chi parte con KIN torna con un territorio scoperto e con qualche relazione nuova.

Il primo appuntamento aveva una data precisa: domenica 18 ottobre 2026, con il Tour Tufo 1st Edition: andata e ritorno in giornata tra Milano e il Monferrato, dieci vetture e un tetto di venti ospiti. Prima di quel giorno KIN aveva bisogno di tre cose: un sito che spiegasse il club, un modo ordinato per raccogliere chi voleva partecipare e un processo interno che reggesse le prenotazioni senza improvvisare.

Un sito che seleziona, non che vende

Su un sito di viaggi tradizionale l'obiettivo è il carrello. Qui era il contrario: KIN non vende pacchetti a chiunque, sceglie con chi viaggiare. Il sito doveva far nascere il desiderio e, nello stesso momento, filtrare: spiegare con chiarezza cosa succede in una giornata con il club, quante persone ci saranno e come si svolge, e lasciare che a fare il passo sia chi si riconosce in quel modo di viaggiare.

Per questo ogni pagina si chiude con lo stesso gesto: chiedere un invito. Non un "acquista ora", ma una richiesta a cui risponde una persona del team. È una scelta che riduce i numeri grezzi e alza la qualità dei contatti, ed è coerente con quello che KIN promette ai suoi ospiti.

Accanto al primo tour, il sito mostra la direzione in cui il club si sta muovendo: altri viaggi tra Toscana e Dolomiti, presentati come prossime destinazioni, ognuno con la propria richiesta di informazioni. Chi arriva sul sito capisce che il Tour Tufo è un inizio e non un evento isolato, e può farsi avanti anche per i viaggi successivi.

Le immagini: intelligenza artificiale con le regole di un set

Un club al suo primo tour non ha un archivio fotografico. Aspettare le foto dell'evento per pubblicare il sito voleva dire perdere proprio il pubblico da invitare. Abbiamo quindi generato con l'intelligenza artificiale le diciotto immagini del sito, trattandole come un vero servizio fotografico: un brief per ogni scatto, una luce coerente tra una scena e l'altra, gli stessi paesaggi raccontati da angolazioni diverse.

Le regole erano precise. Le persone vengono prima delle auto: si vedono ospiti seduti a pranzo, tra le botti, a un aperitivo tra i vigneti, con le vetture sullo sfondo. Le carovane procedono tutte nella stessa direzione, una dietro l'altra, in scenari sempre diversi e senza doppioni. I modelli ritratti riprendono vetture reali della flotta del partner per il noleggio, e una nota sul sito chiarisce che si tratta di immagini illustrative, non di una conferma di disponibilità.

È un uso dell'AI che consigliamo spesso anche alle aziende: non per sostituire la fotografia vera, ma per partire subito con un'immagine curata e coerente, da affiancare agli scatti reali quando arrivano.

Vetro liquido, senza appesantire la pagina

Il linguaggio visivo di KIN è un lusso sobrio: tanto spazio, titoli grandi, paesaggi che respirano. Menu, riquadri informativi e bottoni sono superfici di vetro che lasciano intravedere ciò che sta dietro. Sui browser che lo consentono il vetro rifrange davvero lo sfondo, grazie a un filtro grafico applicato alla superficie; dove il filtro non è supportato resta un vetro sfocato, con lo stesso aspetto generale e senza errori.

Abbiamo tolto le scorciatoie che rompono l'effetto: alcune modalità di fusione dei colori, per esempio, annullano la sfocatura dietro il vetro. Lo scorrimento è morbido, i testi compaiono mentre si legge e le librerie di animazione si caricano dopo la prima schermata, così la pagina è leggibile subito anche da un telefono con una connessione qualsiasi.

La tipografia fa il resto: titoli molto grandi e sottili, testi brevi, molte pause. Il sito non prova a spiegare tutto in una volta: lascia che le immagini e il ritmo dello scorrimento facciano capire il tono del club prima ancora delle parole.

Due lingue, una sola per pagina

KIN si rivolge a un pubblico italiano e internazionale. Il sito è in italiano sull'indirizzo principale e in inglese sotto /en/, e ogni pagina è interamente in una lingua: nessuna parola inglese dimenticata nella versione italiana, nessuna etichetta italiana in quella inglese. Sembra un dettaglio, ma davanti a un pubblico esigente basta una frase nella lingua sbagliata per far sembrare trascurato tutto il resto.

Per non affidarlo alla memoria di chi aggiorna i testi, dopo ogni build un controllo automatico scorre tutte le pagine e segnala le frasi nella lingua sbagliata. Le pagine sono generate in anticipo in HTML, quindi arrivano complete al primo caricamento, e il punteggio di accessibilità misurato con Lighthouse è pieno.

Dalla curiosità all'invito

Ogni viaggio presentato sul sito ha la propria richiesta d'invito già impostata. Chi la apre trova un'email con il titolo del viaggio già nell'oggetto e una traccia per raccontare qualcosa di sé: non deve pensare a cosa scrivere, e il team riceve richieste già divise per viaggio, con le informazioni che servono per valutarle.

Accanto alle richieste via email abbiamo aggiunto moduli di contatto per chi preferisce lasciare i propri dati. Così ogni nome entra nello stesso flusso di lavoro invece di restare in una casella di posta, e nessun potenziale ospite dipende dalla memoria di chi ha letto il messaggio.

Le automazioni dietro le prenotazioni

Un tour con dieci auto e venti posti si riempie con conversazioni, non con un pulsante. Ogni richiesta va letta, valutata, seguita con informazioni e conferme. Gestito a mano tra email, chat e appunti, è il modo più rapido per perdere qualcuno per strada proprio nella fase in cui la cura fa la differenza.

Per il team di KIN abbiamo costruito un flusso interno automatizzato: ogni richiesta arriva nello stesso posto, viene presa in carico e accompagnata nelle sue tappe fino alla prenotazione confermata. Il team vede a che punto è ogni ospite senza dover ricostruire la storia dalle email, e nessuna richiesta resta senza risposta.

È lo stesso metodo che portiamo nelle PMI: prima si disegna il percorso reale delle richieste, poi si automatizzano i passaggi ripetitivi e si lasciano alle persone le conversazioni che contano.

Brochure costruite dai dati

Per ogni tour serviva anche una presentazione da inviare agli ospiti invitati, con programma, tappe e contatti. Invece di impaginarla a mano a ogni modifica, l'abbiamo generata da dati strutturati: orari, luoghi e testi stanno in un unico punto, e da lì nasce il PDF con lo stesso stile del sito.

La mappa del percorso è tracciata sulle strade vere a partire da OpenStreetMap, con l'attribuzione stampata in pagina. Prima di ogni invio un controllo automatico verifica il numero di pagine e cerca date superate o informazioni che non devono comparire, così una versione vecchia della brochure non arriva mai a un ospite.

Il risultato

KIN è online su kinprivate.com con un sito in due lingue, la pagina del primo tour, brochure pronte da inviare e un processo interno che accompagna ogni richiesta fino alla prenotazione. Il team lavora su richieste già ordinate invece di rincorrere messaggi, e il club si presenta con la stessa cura che promette ai suoi ospiti.

Il partner per il noleggio delle auto è Rial Rent, di cui abbiamo realizzato il gestionale e che raccontiamo in un altro caso studio. Se anche la tua azienda riceve richieste che si perdono tra email e messaggi, parti dalla nostra pagina sull'automazione dei processi aziendali.

Nuovo progetto

Portiamo online anche il tuo.

Che sia un sito, un'automazione o un agente AI: raccontaci l'obiettivo e vediamo come arrivarci.